"Nove Mesi Dopo..."
- Freetime Motorsport

- 18 nov
- Tempo di lettura: 4 min
Intervista a Tommaso Toldo, il giovane pilota che non ha mai mollato!!

Tommaso Toldo: nove mesi dopo l’incidente. Il coraggio, la pista e un sogno
che non si ferma.
Ci sono storie che nascono da un urlo improvviso della vita e altre che fioriscono nonostante quel rumore. La storia di Tommaso Toldo, giovane pilota trevigiano, appartiene alla seconda categoria: quella di chi sceglie di non lasciarsi definire da ciò che gli accade, ma da come decide di reagire.
Sono passati nove mesi dal terribile incidente del 15 febbraio. Nove mesi di dolore, operazioni, riabilitazione, paura, ma anche — e soprattutto — di determinazione feroce, cuore e voglia di tornare là dove Tommaso sa di appartenere: la pista.
Abbiamo raccolto la sua testimonianza in un’intervista che non è solo un racconto di sport, ma un inno alla resilienza.
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“Il 15 febbraio ho visto la vita cambiare in un secondo”
Tommaso il 15 febbraio era in moto, una 125cc comprata da meno di un mese.
«Stavo percorrendo una statale di montagna quando un’auto ha invaso completamente la mia corsia e mi ha preso in pieno. Ricordo l’impatto, poi il vuoto. A farmi riprendere coscienza è stato il mio amico che era con me: ha chiamato i soccorsi e da lì è iniziato tutto. Sono stato elitrasportato a Treviso, e quello è stato il primo capitolo del mio percorso ospedaliero.»
Uno di quei momenti in cui ti rendi conto quanto sia fragile tutto.
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Ricovero, operazioni e la forza di non mollare
La riabilitazione, Tommaso lo ammette, è stata una lotta soprattutto mentale.
«La cosa più difficile è stata non perdere le forze e la speranza. Io volevo tornare in pista, e quella è stata l’energia che mi ha tenuto in piedi. Mi ero dato un obiettivo e non volevo tradirlo.»

Quando ha saputo che il conducente dell’auto era fuggito, ha provato un colpo allo stomaco:
«Rabbia e delusione. Se il mio amico e altre persone non si fossero fermate, chissà come sarebbe finita.»
Eppure, anche nei momenti peggiori, Tommaso ha trovato solidarietà. Come quella del personale medico a cui ha scritto una lettera:
«L’ho fatto perché veniva dal cuore. Mi hanno seguito, supportato, persino aiutato a proseguire con la scuola adattando orari e routine. Non potevo non ringraziarli.»
Oggi il fisico risponde meglio, anche se la strada non è ancora completa:
«Sono tornato a fare quello che amo, ma so che ci saranno altri sacrifici. Ci sto già mettendo tutto quello che ho.»
L’ultima operazione al braccio?
«Era la settima, quindi sapevo cosa aspettarmi. Non è mai facile, soprattutto per la mente. Ma io voglio andare avanti, non fermarmi.»
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Il ritorno in pista: “È stata la mia luce in fondo al tunnel”
Dopo mesi di ospedale e fisioterapia, Tommaso è tornato là dove si sente vivo: in auto.
E il rientro non è stato un semplice ritorno… ma un trionfo!!
«Tornare in pista è stato come uscire da un tunnel lunghissimo. Una sfida vinta, una promessa mantenuta a me stesso.»
Il debutto ufficiale al volante, con Planet Motorsport sulla Cupra Leon TCR, è arrivato nella Coppa Italia Turismo a Misano, dove Tommaso ha firmato una prestazione che ha lasciato tutti a bocca aperta: vittoria di classe e secondo posto assoluto.
Un risultato straordinario, soprattutto considerando il percorso da cui proveniva.
«È stata un’esperienza stupenda. Con il team abbiamo trovato subito equilibrio. La macchina è stata modellata sul mio stile di guida e questo ci ha permesso di ottenere un risultato incredibile.»
E la paura, dopo tutto quello che ha vissuto?
«Zero. Quando entro in auto cambio completamente mentalità. Quello che succede fuori dalla pista… non esiste.»
Il team, consapevole del periodo che Tommaso aveva attraversato, ha saputo accompagnarlo nel modo giusto:
«Sapevano tutto quello che avevo passato e si sono sempre preoccupati della mia salute. Allo stesso tempo abbiamo lavorato forte sul setup: abbiamo tirato fuori il massimo.»
Guardando al futuro, gli obiettivi sono chiari:
«Nel 2026 voglio un Campionato Italiano completo, magari nel TCR Italy. Solo così cresci davvero come pilota.
E il sogno? Salire su una GT e correre un Campionato Italiano in modo competitivo. Sarebbe un passo enorme verso il professionismo.»
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Scuola, vita e crescita: “Sto imparando a dare valore alle piccole cose”

Nonostante tutto, Tommaso non ha lasciato indietro la scuola.
«Ho concluso l’anno in DAD, grazie a professori e ospedale che si sono messi a disposizione. Quest’anno sto andando fisicamente, anche se ho qualche assenza per motivi medici.»
E sì, il progetto universitario rimane forte:
«Voglio studiare Ingegneria del Veicolo a Modena. Quest’anno inizio già a prepararmi ai test d’ingresso.»
Sulla crescita personale non ha dubbi:
«Questo periodo mi ha formato molto. Ho imparato la resilienza, ma anche la pazienza: verso me stesso e verso i tempi del mio corpo. Ho scoperto una forza mentale che prima non conoscevo.»
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“La mia forza? Le persone vicino a me. E la voglia di accelerare.”
Nei momenti più bui, Tommaso non è rimasto solo:
«La mia famiglia, gli amici, i fan… mi hanno dato tantissimo. Ma più di tutto, è stata la voglia di tornare a correre. Quella non mi ha mai abbandonato.»
Non ha mai pensato di non farcela:
«Nemmeno per un secondo. Se vuoi qualcosa devi lavorarci fino in fondo. Sempre.»
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Il futuro: tra nuovi progetti e sogni da inseguire
Il 2026 sarà un anno intenso:
«Voglio dedicare più tempo allo studio e ai motori. È un anno chiave.»
E c’è una sfida extra che gli brucia dentro:
«Appena prenderò la patente voglio provare un rally. È un’esperienza che mi voglio togliere solo per puro divertimento e che può comunque insegnarmi tanto come pilota.»
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Il messaggio di Tommaso ai giovani piloti
«Non mollate mai!!
Neanche quando tutto sembra crollare.
Gli obiettivi non si realizzano da soli: si costruiscono lavorando ogni singolo giorno.
Se avete un sogno, rincorretelo finché non diventa realtà.»

Ciao a tutti.. e gas a manetta!!
Uff. Stampa Freetime Motorsport
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